1. GUARDAMI CHE TI SPIEGO LA PASQUA

 

Un’immagine, quando è geniale, vale più di un lungo discorso. Guardami e ti spiego la Pasqua in due parole. Ti dico come dovrebbe funzionare la fede cristiana.

 

 

Qui abbiamo Giovanni, il più giovane, e Pietro che, avvertiti da Maria Maddalena corrono al sepolcro di Gesù.

Vediti in Giovanni, il giovane. Nota le sue mani raccolte quasi a  stringere un tesoro carissimo (davvero il più grande possibile). E nutri la sua stessa serena e raccolta fiducia del fatto che Gesù è davvero risorto, e la sua brama di rivedere l’amato Maestro sul cui petto egli ha poggiato il capo nell’ultima cena.

Vediti anche in Pietro e nota la sua ruvida manona che cerca di contenere l’emozione del cuore che batte a mille. Quel cuore debole ma fiducioso, già rimesso a nuovo – dopo il tradimento – da una semplice occhiata misericordiosa di Gesù. E nota i suoi occhi stralunati, increduli e speranzosi, da cui traspare sia l’interiore domanda: “Ma è possibile che sia davvero così?” sia il desiderio che la sua fede sia riconfermata dal vedere e toccare il buon Maestro inginocchiandosi davanti a lui pieno di gioia.

Questa è la Pasqua, fratello. La fonte della gioia più grande possibile. Quella che ci deriva dalla certezza della promessa di Gesù, anticipata e confermata dalla sua risurrezione, che ci dice: “Ti ho tratto dal nulla e farò in modo che tu esista sempre, con me, nella gioia. Se lo vorrai.”

 

Nota: L’immagine riporta un particolare di un quadro di Eugène Burnand (1850-1921) – Olio su tela (82 x 134 cm) – custodito nel Museo d’Orsay, a parigi.

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