A cavallo tra gli anni ‘70/’80 nasce la parrocchia Madonna di Fatima che copre le esigenze spirituali della zona conosciuta come Massimilla. La sua storia inizia molto prima, perché inizialmente la zona era solo Massimina e l’unica parrocchia esistente era la chiesa del Corpus Domini ubicata in via Vanni. Essendo la zona ancora agli albori, tale parrocchia copriva tutto il territorio. Don Albino Casati, storico parroco del Corpus Domini, è stato il primo a rendersi conto che con il veloce sviluppo della zona, una sola parrocchia non era più sufficiente. In occasione di un incontro con Papa Paolo VI, ricevette da Lui una statua della Madonna di Fatima, ricevuta in occasione di una Sua visita nel santuario mariano in Portogallo, con la richiesta che fosse costruita una nuova parrocchia dedicata alla Madonna di Fatima che coprisse la nascente zona Massimilla.

Don Albino si mise subito all’opera, e prese forma la chiesa Madonna di Fatima. Inizialmente le celebrazioni venivano officiate in un garage, poi grazie alla donazione di un terreno si cominciò con la costruzione di un piano terra che comprendeva sia la chiesa, sia locali ad uso comunitario. Questa situazione si protrasse per molti anni, almeno fino agli inizi degli anni ’80. Don Albino, successivamente, non potendo gestire due parrocchie insieme, chiese all’allora Vescovo un aiuto ed arrivarono sacerdoti provenienti dal Don Orione che diedero impulso alla nuova parrocchia. Nel frattempo la zona si popolava sempre di più e la chiesa era uno dei pochi punti di aggregazione.

Con il passare del tempo l’ordine di Don Orione, per proprie esigenze, lasciò la parrocchia che venne così presa in carico dalla Diocesi Di Porto/Santa Ruffina. Si succedettero vari parroci tra cui Don Antonio Cavallo, Don Giovanni Vecchio, Don Giovanni Malaman, Don Luigi e Don Giuseppe. La vera svolta però arrivò con la nomina a parroco di Don Felice Viscoli, che pose come primo obiettivo quello di costruire una nuova chiesa che fosse più rispondente ai bisogni di tutta la comunità. Purtroppo, a causa della mancanza di fondi ci volle un po’ di tempo, ma dal momento in cui iniziarono i lavori con la costruzione di un piano sopra la vecchia chiesa, i lavori procedettero speditamente, anche con l’aiuto dei volenterosi parrocchiani.

Il caro Don Felice era sempre in primo piano, non si risparmiava mai e grazie alle sue idee ed iniziative vennero attivati un oratorio, un campo di calcio, corsi prematrimoniali, gruppi scout. La chiesa venne finalmente terminata e inaugurata dal Vescovo Don Diego Bona, naturalmente dedicata alla Madonna di Fatima. Con Don Felice si visse un periodo bellissimo, con tante iniziative e progetti che cercavano sempre di coinvolgere tutta la comunità. Amava ripetere che: “Costruita la chiesa, occorre costruire la comunità parrocchiale!”, questo era il Suo pensiero fisso e per questo Lui ha dato la vita. Purtroppo il Signore aveva per Lui un disegno diverso e il 26/12/1994 lo chiamò a sé lasciando la nostra comunità nel dolore più profondo, perché tutti noi oltre che perdere il nostro parroco perdevamo un vero amico, una persona speciale, sempre pronta nel trovare la parola giusta, un vero pastore di questa periferia.

La vita ovviamente continua e si succedono vari sacerdoti che cercano di portare avanti la parrocchia. Don Giorgio, Don Cristoforo, Don Giovanni e Don Gerardo, poi nell’ottobre del 1998 viene nominato parroco Don Domenico Giannandrea e la comunità ritrova nuovo vigore e impulso. Don Domenico si conquista subito la stima con varie iniziative e anche con delle omelie che vanno diritte al cuore di noi cristiani. Passano quattro anni e Don Domenico viene destinato ad altro incarico: il Vescovo Buoncristiani nomina parroco Don Cristoforo, che la comunità già conosceva e Don Cristoforo rimane parroco fino a novembre 2016 per poi essere trasferito nella Parrocchia di Casal del Selce. Gli subentra Don Sunny Varughese, sacerdote di origine indiana, che guida tuttora la nostra comunità, con impegno, tanta umiltà e disponibilità. La parrocchia vive una nuova giovinezza e ritrova il suo slancio vitale.